Esercizi linguaggio C lezione 2

Esercizi linguaggio C lezione 2

Esercizi linguaggio C lezione 2: le componenti di base

un tutorial per i programmi in c
Questo tutorial ti consentirà di creare variabili e costanti efficienti in C.
Benvenuto in esercizi linguaggio C lezione 2. Se hai compreso la scorsa esercizi linguaggio C lezione 1 non avrai nessun problema a proseguire. In questa lezione scenderemo ancora più nel dettaglio sui componenti base di ogni programma in linguaggio C. Prima di visionare il programma di esempio è opportuno che tu faccia conoscenza con il fulcro della programmazione in C. Sto parlando del concetto di funzione in C. Per ogni problema usa il modulo informazioni in fondo alla pagina.
[info animation_delay=”0″ animate=”” ]Una funzione è una porzione di codice indipendente di linguaggio C che esegue un determinato compito.[/info] Analizziamo la composizione di una funzione:

  • Alla funzione gli viene dato un nome simbolico.
  • Riferendosi a tale nome il programma esegue il codice contenuto nel blocco istruzioni.
  • Il programma può dare delle informazioni alla funzione, tramite argomenti.
  • La funzione può restituire un valore o informazioni al programma chiamante.

Il linguaggio C suppporta due tipi di funzioni:

  • Le funzioni di libreria che sono incluse all’interno del compilatore C.
  • Le funzioni utente che sono create dai programmatori.

Prima di proseguire la lettura del tutorial ti consiglio di vedere prima il video. L’argomento del video sono i tipi di dato in C e la creazione di variabili e costanti. Inoltre, si incontrano di nuovo le funzioni di libreria printf() e scanf() presenti nella libreria stdio.h (standard input and output).
Adesso che hai visto quali sono i tipi di dato e come si creano variabili e costanti passiamo ad analizzare il seguente programma riga per riga.

esercizi linguaggio c lezione 2
Programma che esegue il prodotto di due numeri interi.

Questo è un programma semplice. Ma è un programma più articolato dei precedenti. Questa volta il flusso del programma è diretto dalla funzione.
Spieghiamo il programma:

  • Alla riga 1 si trova un commento (figura a). Per creare un commento usare questa dicitura togliendo i puntini di sospensione per il contenuti da inserire /* ………………. */ . Il compilatore gli ignora e non hanno nessun effetto sull’esecuzione del programma. Si può scrivere qualsiasi cosa all’interno del commento senza modificare l’operatività del programma. Un commento può essere presente in una sola riga o estendersi in più righe. E’ buona prassi non usare commenti annidati (Figura b). I commenti annidati sono commenti inseriti all’interno di altri commenti. La maggioranza dei compilatori non ammette questo tipo di commento. Ma in commercio ci sono dei compilatori che usano questo costrutto. Di fatto un dei pregi più importanti del linguaggio C è la sua portabilità. L’uso dei commenti annidati può ridurre la sua portabilità. Per di più, un annidamento può rendere difficile individuare problemi di correzione del programma.
  • Tanti programmatori principianti credono che i commenti siano solo una perdita di tempo. Ma questo non è vero. Se si lavora con programmi scritti in moduli oppure si deve aggiornare un programma di molti anni i commenti diventano impagabili.

    per eseguire i programmi in c i commenti sono vitali
    (Figura a) I commnenti sono molto importanti in programmazione. Permettono di capire il funzioamento di ogni singola porzione di codice. Questo semplifica la vita del programmatore durante la fase di manutenzione.
    nei programmi in c evitare i commenti annidati.
    (Figura b) Meglio evitare i commenti annidati
  • Alla riga 2 si trova il file d’inclusione della libreria stdio.h. e’ la libreria che permette di scrivere e stampare a video.
  • La direttiva #include ordina al compilatore C d’inserire il contenuti di un file d’inclusione nel programma durante la fase di compilazione.

    [info animation_delay=”0″ animate=”” ]Un file d’inclusione è un file che comprende le informazioni richieste dal programma o dal compilatore.[/info] Ci sono molti tipi di questi file, chiamati anche file d’intestazione che sono supportati dal compilatore. Non si rende necessario modificare i sorgenti di questi file. Per questo motivo sono separati rispetto al file sorgente. I file d’inclusione dovrebbero avere l’estensione in .h come per esempio stdio.h o stdlib.h. Nel file d’inclusione stdio.h (standard input e output)(usato negli esempi di oggi)è il file in cui si trovano tutte le funzioni di formattazione del C come:

    • printf(): stampa a video numeri e caratteri
    • puts(): stampa a video solo lettere
    • scanf(): inserire numeri

    il file d’inclusione stdlib.h dichiara funzioni e costanti di utilità generali come:

    • controllo dei processi
    • altre funzioni generali che comprendono altri tipi di dato
    • Questo file d’inclusione è compatibile con il C++. In C++ si chiama cstdlib

    [separator color=”#cdcdcd” margin_top=”40″ margin_bottom=”40″ style=”single”]
  • Nella riga 4 si dichiarano senza inizializzarle tre variabili di tipo int: a, b, c.
  • [info animation_delay=”0″ animate=”” ]Una variabile è un nome simbolico che si assegna ad una locazione di memoria per la memorizzazione dei dati.[/info] I programmi utilizzano le variabili per diversi tipi di dati durante l’esecuzione del programma. Nel linguaggio di programmazione C le variabili devono essere definite prima di poter essere usate.

    Quando si definisce un variabile si indica al compilatore il:

    • nome della variabile
    • il tipo di dato che essa contine

    Per comprendere ancora meglio il funzionamento di una variabile si può usare questa definizione:
    [info animation_delay=”0″ animate=”” ]Una variabile è un’etichetta associata ad una locazione di memoria. Utilizzare il nome della variabile significa riferirsi ai dati archiviati in quella locazione di memoria.[/info] Per creare delle variabili in C è necessario rispettare delle convezioni che assegnano il nome alla variabile:

    • i nomi possono avere lettere, numeri ed il trattino di sottolineatura (_).
    • Il primo carattere di un nome deve essere una lettera. Si può usare anche il trattino di sottolineatura ma è una scelta non consigliata.
    • Le lettere maiuscole e minuscole sono trattate come entità differenti. Tecnicamente si dice che sono case sensitive. Per esempio i nomi gatto e Gatto si riferiscono a due variabili diverse.
    • le parole chiave del linguaggio C non si possono mai usare come nome di una variabile. Le parole chiave del C sono istruzioni che fanno parte del linguaggio di programmazione Per ulteriori informazioni vedi il video.

    Di solito i programmatori in C scrivono i nomi delle variabili in lettere minuscole anche se ciò non è richiesto espressamente dal linguaggio di programmazione. Mentre le lettere maiuscole sono riservate alle costanti.

    Quanto può essere lunga una variabile o costante ?
    Per la grande maggioranza dei compilatori il nome di una variabile (o costante) ha una lunghezza di 31 caratteri. Questa lunghezza consente di scrivere nomi di variabili (o costanti) che riassumono il tipo di dato che contengono.

    [separator color=”#cdcdcd” margin_top=”40″ margin_bottom=”40″ style=”single”]
  • Nella riga 6 si definisce il prototipo della funzione. Il prototipo della funzione termina sempre con il punto e virgola.
    La funzione restituisce un valore di tipo int. La funzione riceve due argomenti di tipo int di nome x e y. Gli argomenti nel prototipo sono dei parametri ovvero del segna posto. I nomi degli argomenti sono arbitrari.
  • Dalla riga 8 alla 23 si dichiara la funzione main() con il suo blocco istruzioni. La funzione main() deve essere sempre presente in ogni linguaggio C
  • Questo è il modo standard con cui è scritta un funzione. Un insieme di istruzioni tra parentesi graffe definisce un blocco istruzioni (vedi figura c). In condizioni normali, l’esecuzione del programma inizia con la prima istruzione presente nel blocco istruzioni della funzione (main). E termina dopo l’ultima istruzione.

    migliora il blocco istruzioni con esercizi linguaggio c
    (Figura c). Il blocco istruzioni è formato da due parantesi graffi che racchiudono delle istruzioni C

    Anche in C++ si usa il blocco istruzioni. Ha la stessa funzione del linguaggio C. Contiene le istruzioni che saranno eseguite dal programma.

  • Alla riga 10 si dichara un commento. I commenti non hanno nessuna influenza con il funzionamento del programma
  • .

  • Alla riga 11 l’istruzione printf() stampa un messaggio su schermo. Chiede all’utente d’inserire un numero compreso tra 1 e 100.
  • Alla riga 12 si usa l’istruzione scanf() per inserire un valore numerico tra 1 e 100. L’istruzione scanf() è usata con l’operatore di indirizzo del C, la e commerciale &. Questo operatore si riferisce all’indirizzo in cui è memorizzato il dato della variabile a. Vedremo la sua importanza quando studieremo i puntatori
  • Dalla riga 13 fino alla 15 sono le solite istruzioni con l’unica differenza che ci i occupa della variabile b.
  • alla riga 17 un altro commento che spiega l’azione del programma
  • Alla riga 18 si assegna alla variabile c il risultato della funzione product. A cui sono stati passati i valori a e b
  • Alla riga 21 si trova l’istruzione return impostata a 0. Questa istruzione restituisce il valore 0 (appena prima che il programma si chiuda) al sistema operativo. Significa che il programma si è chiuso correttamente senza errori.
  • Alla riga 24 un altro commento.
  • Alla riga 25 la funzione vera e propria. E’ scritta come il prototipo ma non richiede il punto e virgola finale
  • Dalla riga 26 a 28 il blocco istruzioni della funzione product

Fonti

  • Programmare in C – Guida completa C – Peter Aitken e Bradley L. Jones edito da Apogeo
  • Linguaggio C – Bellini e Guidi edito da Mc Graw Hill
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Descrizione del prodotto: Per la grande maggioranza dei compilatori un nome di variabile (o costante) ha una lunghezza di 31 caratteri. Questa lunghezza consente di scrivere nomi di variabili (o costanti) che riflettono il tipo di dato che contengono.Per esempio, un programma che calcola le rate di un finanziamento può memorizzare il tasso d’interesse con questo nome di variabile, tasso_interesse. E’ sempre bene scegliere un nome che descriva l’azione che compie. Questo vale anche per la costante. La variabile tasso_interessa si sarebbe potuta chiamare anchegatto_minestra. Per il compilatore non avrebbe nessuna differenza. Nell’ultimo caso, il compito della variabile non sarebbe stato chiaro per chi avesse letto il codice sorgente.Trovare il nome adatto per una variabile o costante, può richiedere anche del tempo. Ma un nome descrittivo aumenterà la leggibilità del programma. E questo è molto importante.I programmatori in C usano diverse convenzioni per definire nomi di variabili (o costanti) su più parole. In precedenza abbiamo usato questo esempio: tasso_interesse. L’uso del trattino di sottolineatura al posto dello spazio rende i nomi più leggibiliMa esiste un’altra notazione, detta notazione a cammello. Invece, di usare tasso_interesse si chiamerebbe TassoInteresse. Recensione dei clienti:

Esercizi linguaggio C lezione 2 – di ,September 28, 2017

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